
Un regalo…
Giugno 18, 2008Un giorno mio padre tornò a casa ed entrò in camera mia con quel suo splendido sorriso… in mano aveva due cornici, me le mostrò e mi disse “Vedi quale ti piace di più”; allora le presi in mano e vidi che contenevano due poesie. Le lessi…quando alzai lo sguardo lui non aspettò la mia risposta, ma subito mi disse: “vedendo il “Se” di Kipling ho pensato a Stefano e leggendo questa di Neruda ho pensato a te”.
Mi riesce difficile raccontare la grandezza di mio padre, ancora più ardua è l’impresa di tradurre in parole l’immenso amore che mi ha sempre legato a lui e che continua ad essere la spinta più grande nella mia vita. Questa poesia ha per me ha un significato immenso non solo perchè è stata uno dei suoi molteplici regali, ma soprattutto perchè nelle sue parole riesco a leggere la sua stessa vita raccontata dal suono della sua voce.
Buona lettura…
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)
Nel blog di Lalla28. Il mio blog, dove raccontare il bello e parlare di tutto ciò che vale la pena di essere raccontato.
la poesia e’ bellissima e riflette cosa penso della vita (rovesciamo il tavolo, davvero), ma curiosamente non e’ di Neruda ma di Martha Medeiros, poetessa femminista brasiliana contemporanea.
Per un errore la citano tutti come poesia del grande Pablo, ma non lo e’. E altrettanto curiosamente e’ la poesia che ha citato Mastela (…) facendo cadere il Governo Prodi.
@suzukimaruti
a quanto pare carissimo si tratta di una leggenda meropolitana creata dalla rete.Martha Medeiros pubblicò questa poesia spacciandola per sua nel 2000, mentre non solo era già presente all’interno delle raccolte del poeta cileno scomparso già nel 1973, ma all’ultimo verso di questa poesia Antonio Skarmeta si ispirò per comporre il suo canzoniere denominato appunto “Ardente Paciencia” e più conosciuto come “El cartero de Neruda” dal quale tra l’altro venne tratto il film “Il postino” di Massimo Troisi.
non ho mai simpatizzato per le femministe dei nostri tempi, soprattutto per quelle che si impossessano con tanto candore delle opere altrui approfittandosi del facile gioco della rete!
ti ringrazio comunque per il chiarimento anche se scorretto!!
Diamo a Cesare ciò che è di Cesare e lasciamo a Pablo le sue parole.
un bacio grande grande!
@suzukimaruti parte II
…caspita…navigando navigando mi sono resa conto che il chiarimento scorretto potrebbe essere davvero il mio…a quanto pare non si riesce a dipanare la questione dell’attribuzione di questi versi; da alcune parti c’è scritto che la Fondazione Neruda ne rivendica la paternità, in altri che la smentisce…complicata davvero la questione…comunque quello che sapevo era quello che ho scritto nel commento precedente, mi ha fatto titubare questa cosa della Fondazione…boh! alla fine sai che ti dico?? che la voce che me la raccontà continuerà ad essere almeno per me sempre la stessa…
ciao ciao Suz!!!
comunque è una bella poesia…buongiorno cara
@catepol
buon giorno a te carissima!!!
…è bellissima, ma soprattutto rappresenta ciò che il signor Dino ha cercato di insegnare e di far capire a chi gli sta vicino…baci
In effetti in una poesia conta ciò che dice e non chi lo dice (a meno che sia un’elegia civile, strettamente legata alla vita di chi la scrive, come per esempio alcune poesie di Hikmet), quindi resta una poesia bellissima, un regalo grandioso e un ottimo consiglio di vita, indipendentemente da chi l’abbia scritta.
Essi, tralasciando l’autore e la paternità è comunque molto bella.
lentamente muore chi ha paura
Neruda, Madeiros…Non ha importanza di chi siano questi versi, più che altro sono di chi invece è riuscito a vivere secondo ciò che essi dicono, dal primo all’ultimo giorno.
Per questo credo che appartengano, più di tutti, a Donato Epifani
@JP
…grazie…
Una poesia splendida, un regalo delicato e profondo. Ti spiace se la prendo in prestito? Ci sarebbero un bel po’ di persone e cui donare queste parole…
@franca
è proprio così…
@googlisti
dispiacermi? “rigira” il regalo, alla fine credo sia nata per questo!
un bacio grande grande
E’ una spinta, quella, che non si esaurisce mai. Ma proprio mai.
Ciao stelìn cara, un bacio.
Il “SE” si Kipling era incorniciata nell’ufficio di mio nonno.
Adesso lo è in quello di mia madre.
Un giorno forse la donerà a me.
PS
Non male il tuo blog… quasi quasi seguo il tuo consiglio e ne apro uno…
Ti terrò aggiornata.
1Bacio
L’amore di un padre soprattutto se profondo è l’unico amore che ci lega ad un uomo per tutta la vita!Adoro queste parole perchè sono il motore della vita e perchè rispecchiano una profonda verità:chi non risica non rosica detta in maniera molto spicciola.Il nostro caro neruda ci regala una verità senza tempo tradotta con belle parole!è cmq un bellissimo regalo,il mio papà è un tipo di poche parole ma capace di piccoli grandi gesti quotidiani,io gli devo tutto anche il fatto di farmi da padre e mamma insieme!un bacione lalla..non sai quanto ci ho messo a scrivere queste righe…baci