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Il viaggio… mentale

giugno 22, 2008

Se avessi una bacchetta magica ora in quale situazione mi farei portare?…

Questa domanda me la pongo nei momenti in cui sento che la scontentezza la fa da padrona, e allora, per capire se ciò che mi rende triste, malinconica, o nervosa potrebbe avere una “cura” oggettiva comincio a viaggiare con la mente. Se riesco a trovare una soluzione allora vuol dire che si tratta di uno stato d’animo in potenza “correggibile” e quindi compreso, se , caso contrario, non riesco a dare nessuna risposta vuol dire che è il caso di scavare più a fondo alle origini del momentaneo malessere.

E quindi … dove vorresti essere in questo momento Laura? Qual è la situazione che sceglieresti di vivere ora per allontanare questo triste stato d’animo?

Allora … sì, la risposta questa sera l’ho trovata. Se potessi impugnare l’inafferrabile e desiderablissima bacchetta magica in questo momento attorno a me farei apparire un terrazzo … un terrazzo che affacci sul mare, incastonato tra le rocce lambite dalle onde e dalla luna … ne metterei però solamente uno spicchio nel cielo, quanto basta per regalare al paesaggio quel riflesso pulviscolare di luce soffusa. E poi? … e poi naturalmente i fiori, fiori semichiusi e stanchi per la trascorsa giornata di sole che riposano lasciandosi cadere sulle mura del terrazzo ,chinati sul mare, come per volerne assaggiare il sapore.

Qua e là ci sono candele, alla citronella chiaramente, quelle larghe e gialle che avvolgono tutto con la loro luce tremolante e con il loro profumo che fa tanto notte d’estate e poi loro, gli amici. Alcuni seduti attorno ad un tavolo che porta i segni di una cena che si trascina nel giallo intenso del limoncello versato in piccoli bicchieri di vetro e di frutta colorata e fresca disposta in un ampia fruttiera lavorata a mano che testimonia l’antica arte di qualche paesino del sud. Altri sono in piedi appoggiati al muro del terrazzo composto da solide colonne bianche, di alcuni si sentono invece le voci provenire dall’interno della cucina, allegre spensierate sovrastate a tratti dalle note di un tango di Piazzolla … ecco, vorrei trovarmi qui, con la mente concentrata su nulla, libera di vagare nello spazio circostante, spogliata dalla costante tensione di cercare delle risposte ma sollevata da immagini serene che appagano lo spirito con la loro impalpabile pienezza. Libera, libera, libera da ogni cosa diversa da me stessa e con la chiara sensazione di poter decidere tutto su tutto, con il destino intrappolato nelle mie sole mani capaci di poterlo plasmare senza vincoli e costrizioni.

Solo un sogno? Magari per il momento sì, ma il mio fedele ottimismo lo considera premonitore.

E voi? Che mi dite a riguardo? Quale realtà vorreste vivere in questo momento? Mi auguro quella che già vi appartiene, caso contrario, se vi va, raccontatemi di qualche vostro sogno … premonitore chiaramente!

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Un regalo…

giugno 18, 2008

Un giorno mio padre tornò a casa ed entrò in camera mia con quel suo splendido sorriso… in mano aveva due cornici, me le mostrò e mi disse “Vedi quale ti piace di più”; allora le presi in mano e vidi che contenevano due poesie. Le lessi…quando alzai lo sguardo lui non aspettò la mia risposta, ma subito mi disse: “vedendo il “Se” di Kipling ho pensato a Stefano e leggendo questa di Neruda ho pensato a te”.

Mi riesce difficile raccontare la grandezza di mio padre, ancora più ardua è l’impresa di tradurre in parole l’immenso amore che mi ha sempre legato a lui e che continua ad essere la spinta più grande nella mia vita. Questa poesia ha per me ha un significato immenso non solo perchè è stata uno dei suoi molteplici regali, ma soprattutto perchè nelle sue parole riesco a leggere la sua stessa vita raccontata dal suono della sua voce.

Buona lettura…

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)

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Il lavoro di un pomeriggio….

giugno 8, 2008

Incredibile quanto tempo ci voglia per iniziare a vedere un po’ di luce in certe cose…provi provi provi e intanto le ore passano, lasciandoti addosso l’amara sensazione di non essere riuscita a concludere nulla, o quasi… beh, vi dirò, oggi ho passato il pomeriggio davanti al pc nel tentativo di tirare fuori qualcosa di decente, un semplice, banale, approssimativo figurino che mi ha rubato ben tre ore di lavoro!!!! però sono contenta, perchè mi sono resa conto che alcuni passaggi stanno diventando degli automatismi e questo mi fa sperare che un giorno, non troppo lontano chiaramente, riuscirò a scrollarmi da dosso quell’odiosa impressione di aver sprecato una marea di tempo per qualcosa di non apprezzabile!!!

Questo è il lavoro incriminato, con molto coraggio ve lo mostro, difficile rendere pubbliche le cose che non si apprezzano di se stessi, però per esorcizzare questo brutto e limitante lato del mio carattere ecco le tre ore del mio pomeriggio!

Dimenticavo …è un figurino che dovrebbe indicare il mood di una collezione che ho terminato ieri ( rigorosamente fatta con illustrator in flat!!! ) ispirata al rock e restyling del brand spagnolo “Desigual”.

Ora vado ad impaginarlo con power point…certo che non si finisce mai….

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…sulla “Località Segreta”…

giugno 5, 2008

I luoghi segreti è bene che rimangano tali, svelarne il mistero è proibito, ma raccontane la bellezza credo sia doveroso … bellezza che prende forma attraverso lo splendore di una natura in grado di accogliere e risanare i corpi e le menti stanche dal tram tram della vita quotidiana, restituendo quella tranquillità necessaria allo spirito per ritrovare se stesso. Bellezza che si presenta nei suoi molteplici aspetti, arricchendo chi la vive tramite quel senso di appagamento che si percepisce semplicemente assaporando l’attimo in cui si manifesta.

Il suono delle risate ha accompagnato questo ultimo week end trascorso nella “località segreta”assieme ad alcuni cari,nuovi amici, conferendo frizzantezza all’aria leggera che ci circondava … le risate, le più belle, sicuramente sono state quelle argentine e piene di vita della piccola Anita, che ha regalato a tutti noi “grandi” una serie di momenti veramente rari .

La sensazione più bella che ho avuto è derivata dal constatare che ciò che veramente interessava a tutti era il semplice stare insieme … il tempo infatti è passato così, senza ricevere interrogazioni di nessun tipo, è trascorso a suo piacimento e noi con lui. A onor del vero c’era qualcosa che veniva puntualmente programmato, il menù dei pasti ( luculliani ), vere meridiane all’interno delle giornate traboccanti di dolce far nulla …

La casa della cara signora Gina che si è fatta conoscere attraverso il gusto con il quale ha composto l’armonia di quegli incantevoli spazi che ci hanno ospitato, la dolcezza infinita dei cuccioli di Figlia di cane, paragonabile solo a quella di Anita che ci faceva morire dalle risate improvvisando i suoi “balletti sculettanti”e ancora … i caffè preparati da Antonio ad ogni ora del giorno e della notte (visti i trascorsi materani, ormai nella mia mente le parole Antonio ed Espresso sono inscindibili!), l’abilità organizzativa della signora Franca, lo spirito di tutti che traboccava di umorismo , facendo rimbalzare da una parte all’altra battute esilaranti; la bellezza del solarium – campo da calcio/pallavolo/basket – set fotografico ; il perfetto senso di ospitalità di Mariangela ed Alfredo; la voce di Marta che sgorgava dal basso del letto a castello accompagnandomi verso il sonno con piacevolissime chiacchierate; la vicinanza di Tatone…

il risultato di tutto questo è che ora vorrei tanto tornare nella località segreta assieme a tutti quelli che assieme a me hanno avuto la fortuna di assaporarne l’incanto … a volte è bello constatare come nella semplicità delle cose sia racchiuso il senso stesso della vita e di come nell’inaspettato si possano nascondere realtà tanto piacevoli.


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Un mio brano…di tanto tempo fa

maggio 24, 2008

Questo è un brano che ho scritto tanto tempo fa…in realtà doveva essere soltanto una traccia di voce con un arrangiamento provvisorio sotto ma poi, per varie vicessitudini, è rimasto così, non ha avuto nessun seguito. nonostante le sue imperfezioni spero comunque che riesca a trasmettere qualcosa…

dimenticavo il titolo! “I can’t stand

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Le dieci “P”…

maggio 24, 2008

Questo è un motto che si trova inciso sulla parete d’ingresso di un Monastero nel Salento, in Puglia…da aggiungere al più diffuso “La parola è d’argento, il silenzio è d’oro”.

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Un pezzettino di me…

maggio 20, 2008

Vi ricordate Patience dei Guns? E’ stata la colonna sonora di una parte della mia vita…

Ve la restituisco, “secondo me“…

Vi piace?

PS: Con tre maschi, il fischio iniziale (stonato) è toccato farlo a me…